Volevo chiamarti Samsung

Un anno fa abbiamo comunicato ad amici e parenti che aspettavamo un piccolo fagotto.

Sapevamo già che eri un maschietto perchè a sole 12 settimane di vita davi bella mostra delle tue nudità :D. Non che il monitor del ginecologo fosse ultra tecnologico o che l’ecografia fosse chiarissima (niente 3D, per intenderci), però doveva essere proprio evidente, perché quando l’ecografa ha chiesto “volete sapere il sesso?”, ha subito risposto papà dicendo: “E’ Maschio!”.

Che poi io quel monitor non l’ho mai visto bene, per qualche ragione a me sconosciuta era sempre orientato in modo che io, da sdraiata, potessi vederne solo la marca e una parte infinitesima di schermo, sulla quale imperversava sempre qualche riflesso.

“Ecco, vede, qui c’è il cuoricino che batte…”

“[riflesso] Ehmm…mi scusi, potrebbe ruotare leggermente il monitor, non vedo nulla..”

“Sì, certo [finge di ruotare e posiziona il monitor il modo che io veda ancora meno]”

“[doppio riflesso]”

“Ecco, e qui si vede una manina…”

“[bagliore]”

“…qui un piedino, che belle ditina…”

“[SAMSUNG]”

“Ed ecco qui l’altro piedino! C’è proprio tutto quello che ci deve essere!”

“Ecco, no, mi scusi, ma già non vedo un’acca, poi non mi tornano i conti: n.1 manina, n.2 piedini…non è che può controllare che ci sia anche l’altra manina??”

“Signora, lei è un po’ ansiosa, stia tranquilla, è tutto a posto.”

“Non sono ansiosa, sono precisa.”

Papà invece aveva un posto da abbonato in prima fila e lo sguardo sereno e rassicurante, evidentemente a lui i conti tornavano, perciò mi sono rassegnata e ho continuato a guardare il suo volto evidentemente emozionato mentre l’ecografa descriveva tutte le tue mini cosine dicendo che eri perfetto.

Poi a casa passavo le ore a guardare e riguardare con orgoglio le ecografie, senza distinguere la mano dal piede, un rene dal cuore, il femore dal pisello.

E ti immaginavo appena nato, nelle forme di un bambino stupendo che aveva magicamente ereditato dalle nostre famiglie solo i geni estetici migliori: gli occhi grandi come i miei e del colore stupendo di quelli di mio nonno, il naso piccolo e perfetto di tua zia, i capelli ricci e soffici di papà, ma biondi come i miei, la bocca disegnata di una nonna, le belle gambe dell’altra, il sedere a mandolino di un nonno, le mani affusolate dell’altro.

Bellissimo, come tutti i bambini “immaginati”. E poi anche simpaticissimo, intelligentissimo, premuroso, forte, perspicace, onesto, affettuoso, studioso, sportivo, un po’ scienziato un po’ artista e chi più ne ha più ne metta…del resto 9 mesi passati ad aspettare di conoscere la persona più importante della tua vita sono lunghi, se non si fantastica un po’.
Così ho fantasticato tanto-tanto-tanto.

Eppure, in tutto questo mio fantasticare nell’attesa, non ho mai pensato che:

– saresti stato ancora più bello e più perfetto di quanto avessi mai potuto immaginare

– avresti avuto i peli sulla fronte.

Bambino Immaginato vs Bambino Reale : 1 pari. 😀

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2 thoughts on “Volevo chiamarti Samsung

  1. Che ridere! Pensa quando imparerà a leggere e sarà alle prese con i primi baffi adolescenziali… ti dirà: “mamma ma la questione dei peli potevi anche evitare di renderla pubblica! Tu non riesci a capire quanto disagio!!!” :o)

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