Run, Baby, Run

Sono sempre stata una tipa multitasking, o almeno ho sempre pensato di esserlo.. ma gestire un lavoro & una casa & un figlio & (se capita) una vita personale mi fa annaspare. Anf & Pant.

Non so se ce la posso fare 😯

La giornata inizia ormai sempre in salita dopo una notte tempestata di continui risvegli del fagotto e di sonni ripetutamente infranti della sottoscritta.

ore 6.45. Mi alzo sgattaiolando in bagno quatta quatta per non svegliare Pimpi, inciampo in uno dei due felini regolarmente mimetizzati ai bordi del corridoio [stanno tentando di uccidermi da quando è nato Colui che li ha spodestati dal centro dell’attenzione], sbattendo altrettanto regolarmente allo spigolo della porta con il mignolo destro [soffro in silenzio], pipì-doccia-denti quasi in simultanea, poi preparo il latte mentre mi vesto, con l’altra mano metto il cibo ai feroci felini, con l’altra mano gli metto l’acqua fresca nella ciotola [ma che cazzo ci fa Rinco nell’acqua a faccia sotto? Oddio, l’hanno affogato!], con l’altra mano mangio qualsiasi cosa dolce o salata che si possa prendere dall’armadio senza fare rumore [prima o poi mi ciuccerò una bustina di umido dei mici], con l’altra mano preparo la borsa..ah..sono già arrivata a 5 mani?
Uhmm…forse mi sto geneticamente modificando nella Dea Kalì.
O in Wonder Woman, data la velocità con cui cerco di fare tutto [peraltro senza riuscirci].

Ore 7.15. “…nghea!” [No, non è un errore di battitura, mio figlio fa “nghea”, pronunciato come gli americano dicono “Yeah”…ci fa tanto ridere!]
Oh, no, cazzo, si è già svegliato! Sono ancora in mutande!
Ok, no panic, lo lascio lì cinq minut che mi infil velocement i pant..”ngheeeea!!!”
Niente, non c’è tempo, la piccola belva ha fame. Sto in mutande.
Lo tiro su, bacini bacetti e poi via sul fasciatoio…cambio veloce di pannolino, ciucciatina di tubetto Fissan, bavaglino [ma dove diamine sono i bavaglini quando li cerchi?? Malaittu su dimoniu che mi nasconde le cose] e finalmente colazione a letto con biberon di lattuccio caldo.

Ore 7.30. Momento di pausa. Pimpi è tra le mie braccia serafico che ciuccia. Mi rilasso.
“Ciucc-Ciucc-Ciucc… Ciucc-Ciucc.. Ciucc. Sput!”
“Eh!? Già finito!? Ma erano 290 ml!”
“Eh-eh” conferma fiera l’idrovora sangue del mio sangue.
” 😯 ”
“BURP!”, conclude.

Ore 7.45. Ok, prossimo task: addormentamento. Ho a disposizione ben 15 minuti per farlo dormire. Sarebbe più realistico sperare di salvare il mondo dal riscaldamento globale facendogli ombra con un tendone. Ci provo, perchè sono ottimista (e anche un po’ scema).
“Pimpilino di mamma, ora facciamo la ninna”
“Eh-eh”
“Ora ti metto nel lettino e tu fai tanta ninna. Pciù.”
“Ah-Ah!”
“No, non è ora di ridere, è l’ora della ninna. Pciù, Pciù”.
“AH-AH-AH! PRRRR! BRRRIIII! UMPF UMPF BRIIIII!!”.
Proseguiamo così qualche minuto, io ad implorare e lui a sghignazzare e ridere [di me, sospetto].

Ore 8.05. La maggiorparte delle volte a quest’ora io sono già stravolta e ho bisogno di un’altra doccia. Lui, non so neanche io come sia possibile, dorme. Forse si stanca a ridere, forse inizia la digestione. O forse gli faccio pena.
Sulle restanti volte stenderei un velo pietoso.

Ore 8.06. Già in ritardo, infilo i pantaloni ed esco di casa, cerco di uscire dal parcheggio creativo [vivo a Milano] in cui mi sono infilata la sera prima e mi dirigo in ufficio. Accendo la radio. Mi rilasso. Alla guida. Io. Se me l’avessero detto 1 anno fa non ci avrei creduto.

Ore 8.30. Inizia la mia giornata lavorativa. Di mestiere faccio ufficialmente la “sbrogliamatasse”. Usufruisco delle ore di allattamento, quindi dovrei stare in ufficio 6 ore (senza pausa pranzo), ma siccome sono scema, sono più le volte in cui mi fermo di più a smatassare (e le ore in più non sono pagate) che quelle in cui torno a casa presto [si, sono proprio scema].

Ore 15.50. Entro in casa, pranzo ingollando pietanze fredde e scotte con Pimpi attaccato come una cozza agli scogli. Qualche volta bevo.

Ore 16. Milk Time. Fasciatoio veloce, ciucciatina di paperella di gomma, poi latte. Non mi rilasso perchè Pimpi vuole giocare, ridere, scherzare, ciucciarsi i piedi e seviziare i suoi giochi mentre beve il latte. Lottiamo finchè decide di avere mangiato a sufficienza. Propongo la frutta che mi viene sputata in faccia.

Ore 16.35. Infilo Pimpi nel marsupio e lo porto a fare un giro [è primavera!]. Ormai non si addormenta più mentre siamo fuori, quindi se mi fermo si lamenta, così cammino per 1 ora, finchè le spalle non si staccano dal corpo. Torno a casa stanca e sudata, rimpiangendo l’inverno.

Ore 18. Lo metto a ninna, non senza piangiutine e ribellioni. Faccio il brodo, passo le verdure e metto tutto via. Preparo la cena per noi. Attacco la lavatrice. Scarico la lavastoviglie. Pulisco il cessetto dei mici. Ritiro la biancheria stesa. Pulisco il bagno. Preparo la vasca per il suo bagnetto. Tutto in punta di piedi, per non svegliare il bimbo con l’udito più fine dell’universo.

Ore 19. “Ngheeeea!!!!!”. Bacini bacetti via al fasciatoio, lotta per spogliarlo. Lo infilo nella vasca e inizia a pedalare dalla felicità, ciuccia, morde e limona tutto ciò che trova, compresa la spugna, che si strizza in bocca bevendo l’acqua insaponata. Gli va di traverso mentre ride. Mi viene un infarto. Sopravvive allegro. Asciugatura-Massaggio-Messainpiega-Coccole-Maledettafisiologica.

Ore 19.30. Dinner Time. Brodo-verdura-formaggio-olio-frullotutto-medicina-3bavaglini. Aaaahm!! Mangia quasi tutto, verso la fine però devo sempre deliziarlo cantando il Barbiere di Siviglia, altrimenti non finisce di mangiare. Gli do qualcosa da ciucciare mentre mangiamo noi. Ultimamente come primo piatto va alla grande il passato di verdura [chissà perchè..]!

Ore 21.30. Lo mettiamo a ninna. Qui dovrebbe finalmente arrivare la Y di Tracy Hogg, cioè il time for Yourself. [cioè lavo i piatti, preparo le sue cose per l’indomani, nutro i felini e li coccolo un po’..praticamente la mia Y si traduce nel lavarmi i denti e mettermi la crema sul viso..WoW!]

Ore 22. Stramazzo nel letto, ogni volta speranzosa di dormire 8 ore filate.

Ore 00. Risveglio con pianto per perdita ciuccio [lo giro sul fianco e gli metto il ciuccio]
Ore 1. Risveglio con pianto per perdita ciuccio [lo giro sul fianco e gli metto il ciuccio]
Ore 2.40. Risveglio con pianto per perdita ciuccio [sbuffo, lo giro sul fianco e gli metto il ciuccio]
Ore 4. Risveglio con “Ooh! Oo-oh? Eh-eh. Ooh!”, poi pianto [porca zozza, lo giro sul fianco e gli metto il ciuccio]
Ore 5.30. Risveglio con pianto, ma il ciuccio è in bocca [bestemmio, lo giro sul fianco e gli faccio shhh-shhh. Ride.]
Ore 6. Risveglio con risata. Lo trovo a pancia in giù col ciuccio in bocca che ride al suo coniglietto [mi scappa da ridere, ma mi trattengo, lo giro su un fianco e prego tutte le divinità dell’universo che si addormenti per 45 minuti]
Ore 6.29. Si addormenta.
Ore 6.30. Inizia un’altra giornata.

Se penso che c’è certa gente in giro che sostiene che avere un figlio ti cambia totalmente la vita.
Ma va’! Ma dai?
Figurati.
😯

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4 thoughts on “Run, Baby, Run

  1. Pingback: Qualcosa è cambiato | thesunmother

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