Qualcosa è cambiato

Giugno!
Inizia la stagione dei concerti.

E’ uno dei momenti dell’anno che ho
sempre amato e aspettato con trepidazione, programmando l’acquisto dei biglietti mesi prima, contattando amici vicini e lontani per rimpatriate musicali e consumando giorni di ferie per partecipare ai festival o ai concerti all’estero. Ogni anno, pur di partecipare aggggratis ad un evento musicale torinese (Spaziale Festival) organizzavo con le mie amiche di perline bancarelle serali in cui vendevo bruttarelle collanine artigianali fatte solitamente tra mezzanotte e le due [quando ancora non si era operata la mia metamorfosi in dea Kalì :D].

Quest’anno la stagione dei concerti si aprirà e si chiuderà senza la mia presenza.
Niente festival in giro per l’Italia o l’Europa e niente nottate sveglie a fare minuscoli nodini e ad infilare perline.
Niente voli Low Cost e ostelli con materassi e cuscini di cartone.
Niente balli forsennati sotto l’ascella sudata e odorosa del solito vicino puzzone più alto di me [easy to happen – sono alta 1 metro e 1 po’ di immaginazione].
Niente birra calda in bicchieri di plastica e panino unto sotto il palco.
Niente canzoni urlate squittendo e stonando in coro con sconosciuti che, a seconda della canzone, tentano di abbracciarti o di ucciderti pogandoti addosso.
Niente post concerto con post sbornia.

Saró assente giustificata dall’esistenza di un adorabile fardello insonne ed impegnativo, dall’assenza di una baby sitter (che ci ha mollato di punto in bianco dopo mesi di selezioni serratissime), da un papà manager impegnatissimo, da una nonna reinventatasi baby sitter in trasferta nonostante l’età e il mal di schiena.
Ma soprattutto, ciò che mi tiene lontana dalle notti folli è un costante malessere da jetlag causato dai continui risvegli notturni ed un corpo che mi manda segnali inequivocabili di esaurimento fisico [e anche quello nervoso è alle porte..].
Penso seriamente che potrei addormentarmi in piedi e sotto l’ascella del primo Yeti di passaggio. Non sarebbe un bel ricordo.

Così l’altra notte, invece di contare le pecorelle per riaddormentarmi dopo uno dei millemila risvegli di Pimpi, ho contato a quanti concerti un tempo per me irrinunciabili avrei rinunciato quest’anno.

E ho scoperto che qualcosa è cambiato.

Quello che è cambiato però non è semplicemente il fatto di avere avuto un figlio.
Quello che è cambiato è l’intero punto di vista da cui osservo ora il mondo.

Mentirei se dicessi che non muoio di invidia ogni volta che il mio amico Lord of the Wind o la mia amica Forever Trendy presenziano ai concerti di gruppi che adoro. Muoio di invidia, eccome. Ma passa in fretta. Comunque vi odio maledetti.

Mi piacerebbe riavere la vita movimentata, caotica e interessante che avevo prima, ma solo per un paio di giorni.
Perchè quella movimentata, caotica ed interessante che vivo ora mi calza come un guanto e non tornerei più indietro.
Quando Pimpi sarà un po’ meno dipendente da me [e io da lui], ci saranno altre stagioni di concerti, che ci potremo godere di più e meglio, magari anche insieme.

C’è un tempo per ogni cosa. 😀

Comunque, giusto perchè sia tramandato ai posteri la dimensione del mio sacrificio, di quanto è grande l’amore di una madre per suo figlio [e di quanta stanchezza possa accumulare la suddetta madre], ecco l’elenco di alcuni concerti che mi sto perdendo e che voi bastardi vi potrete godere alla facciazza mia:

Coldplay (24 maggio, PalaOlimpico, Torino)
Portishead (26 giugno, Castello Scaligero, Villafranca di Verona)
Mumford and Sons (2 luglio, Teatro Romano, Verona)
Heineken Jamming Festival (5-6-7 luglio, per la prima volta a Milano (The Cure, Gorllaz, RHCP, Prodigy) )
Garbage (12 luglio, Castello Sforzesco, Vigevano)
B.B.King (12 luglio, Arena Civica, Milano)
Ben Harper (18 luglio, Castello Sforzesco, Vigevano)
Alanis Morrisette (18 luglio, Arena Civica, Milano)
Iggy And The Stooges (27 luglio, Castello Scaligero, Villafranca di Verona)
Ludovico Einaudi e Paolo Fresu (27 luglio, Auditorium Lingotto G. Agnelli, Torino)
Subsonica (7 settembre, Legnano)
Leonard Cohen (24 Settembre, Arena, Verona)

* La foto l’ha fatta papà al concerto dei Pearl Jam in Hyde Park (Hard Rpck Calling 2010, London), io stavo squittendo da qualche parte sotto il palco 😀

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20 thoughts on “Qualcosa è cambiato

  1. Senza di te non sono proprio la stessa cosa…. Mancherà tutto il pre-concerto dove solitamente racconti gli aneddoti e i segreti del gruppo!

  2. Su dai, non odiarmi! Anch’io quest’anno niente concerti 😦 Assente giustificata causa lavoro poco flessibile e soprattutto la bastardaggine di Ticketone!!! Mmm…magari possiamo odiare insieme Lord of the Wind? 😉

  3. Lord of the Wind ha dovuto rinunciare a un sacco di concerti per questioni organizzative (c’e’ una macchina da guerra per spennare noi poveri mortali amanti della musica scandalosa!)….ma vi pensa intensamente ogni volta che e li’ che salta e spinge, circondato da ascelle pezzate. siete parte integranti del divertimento e dell’esperienza pre e post concerto. la vostra assenza si sente. cmq e’ un sporco lavoro e qualcuno si deve pur sacrificare: lo faccio anche per voi 😀

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