Mammo o Papà?

L’opinione di un papà sulla conciliazione

Il mondo della rete è (sovra)popolato da mamme blogger che esprimono idee, opinioni, critiche e giudizi sul ruolo di madre e sulle difficoltà della conciliazione di tale ruolo con quello della lavoratrice.
Le opinioni dei padri su questi argomenti sono rare da scovare nei meandri del web, ma non per questo sono meno importanti, perchè forniscono preziosi spunti di riflessione per le mamme e per gli altri papà.
Per questo motivo, all’interno della campagna #faiilpapà lanciata da Luisa Adani, che ha come scopo quello di promuovere i doveri/piaceri della paternità, sono felicissima di ospitare un Guest Post scritto da un papà blogger che crede come me che la chiave per essere buoni genitori sia esserci entrambi.

Faiilpapa“Pur essendo ospite di un blog orientato prevalentemente alle mamme, mi voglio rivolgere all’altra metà dei genitori, i padri, che spesso non hanno ben chiaro il ruolo che dovrebbero ricoprire nella famiglia, quindi partiamo dalle certezze:

  • Punto primo, i padri hanno gli stessi diritti e doveri delle madri
  • Punto secondo, i padri devono lottare se necessario, affinché questa sia la normalità.

In realtà il “personaggio” padre, oggi può essere sintetizzato in due figure principali. Si può essere a disposizione della moglie e dei figli, pronti a cambiare pannolini, rifare letti, passare aspirapolvere, accompagnare tutti a fare la spesa, andare alle recite con la telecamera…. Sempre nell’attesa che ci venga richiesto dalla nostra compagna, sempre nella speranza di scappare il prima possibile, certi di aver svolto bene il nostro compitino di Mammo, il surrogato triste e un po’ ridicolo della mamma.
Si può litigare con la moglie perché secondo noi il figlio è eccessivamente vestito, consci che se si ammalerà, dovremo avere le palle di accudirlo noi stessi, si può andare all’open day della scuola, ci si può accorgere che i pantaloni gli sono rimasti corti, si può dargli la nostra amata reflex senza timore, certi di essere ricambiati con decine di scatti meravigliosi, oltre a svolgere i normali compiti che la casa richiede, oltre a sperare veramente, non rosicando, che nostra moglie abbia un grande successo al lavoro, anche grazie alla possibilità di potersi concentrare con tutte le sue forze, perché dei figli si occupa il compagno e non deve lasciare aperta una finestra del cervello per questo, ecco questo, per me, in breve è essere Papà.

La differenza non è tanto nel carico di lavoro, quanto nell’atteggiamento, noi uomini non dobbiamo permettere che ci venga concesso di dare una mano dalle nostre compagne, perché anche essendo perfetti, saremo sempre ai loro ordini, pur aiutandole, non conteremo mai niente, inoltre i figli se ne accorgeranno subito, credetemi, è molto umiliante essere considerati genitori di riserva, mentre quando in presenza di entrambi, vostro figlio, a volte, cercherà prima il papà, allora sì che dovrete essere fieri di voi stessi.
Sapete: la comodità si paga cara, la paga la famiglia, la paga la società, la paga la scuola. Io sono rappresentante di classe e mi confronto tutti i giorni con moltissime mamme, in modo cordiale, mi piace avere questo dialogo, ma ho notato che alcune non sono disposte a mettere in discussione il proprio operato con i figli, né con me, né con gli insegnanti, né tra di loro,
supportate sempre incondizionatamente dai propri mariti. Semplicemente, non sono abituate a dover discutere sull’educazione, non si confrontano mai veramente e la colpa è nostra, è solo nostra, dei padri.

Allora maschietti, cominciate ad incazzarvi, e a dividere le responsabilità, cominciate ad interessarvi voi dei compiti da fare a casa, ad accorgervi che ci sono i saldi, a obbligare, sì obbligare la mamma ad uscire con le amiche, così potete andare con vostro figlio al cinema o in sala giochi senza farla sentire in colpa di avervi lasciato a casa, mentre lei si diverte.
Raggiunto questo risultato, non si parlerà più di blog per mamme, blog per papà e blog per figli, ma solo di blog per famiglie!
Un’ultima cosa, non pensiate che io rispetti tutto quello che ho scritto, non sempre, è difficile, ci provo, ma è difficile, ma quando lo faccio, i risultati sono immediati.”

Matteo Piselli alias IbridoDigitale , papà di un nativo digitale di 9 anni.

E voi cosa ne pensate, mamme e papà della rete?

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12 thoughts on “Mammo o Papà?

  1. Ho letto questo articolo tutto d’un fiato … perché una frase tirava l’altra. Ma alla fine dell’articolo mi sono resa conto che tante frasi meritano di essere rilette, di una riflessione, di un approfondimento.
    Mi rendo conto che io sono una mamma con accanto un papà.
    Con mio grande stupore, leggendo e rileggendo alcune righe ho scoperto oggi che quello che dice Matteo è vero. È stato il mio compagno ad imporsi come papà. Oggi sorrido vedendo uscire la mia bambina vestita come mai io avrei fatto. Mentre le prime volte che andava all’asilo dicevo: ma come l’hai vestita? Sono contenta quando mangia pietanze che non avrei mai provato a proporle. Ma si è dovuto passare da: che cosa hai preparato?… non lo mangerà mai!
    La mia fortuna che ho accanto un papà che vuole essere caparbiamente papà.
    Perciò la colpa non è solo dei padri. Noi dovremmo agevolare i nostri compagni a fare i papà, non ostacolarli. Da oggi via tutti gli ostacoli!

    • Sono d’accordo con te, noi mamme dobbiamo delegare un po’ di più e fidarci dei nostri compagni!
      Sono felicissima di aver potuto ospitare Matteo, ha saputo spiegare con parole sincere e dirette un punto di vista, quello di un papà “che ce l’ha fatta” ad essere padre, che è raro ascoltare.
      Grazie Matteo!

  2. Fantastico!davvero semplicemente fantastico. Una conferma in piu’, per chi aveva qualche dubbio, che i papa’ che vogliono fare i papa’ ci sono, eccome!
    Con tutti i tentativi e le fatiche che questo comporta!
    In una logica di “blog di famiglia” questo post l’ho fatto leggere anche al mio pata-papa’ (come faccio con tutti quelli che ritengo interessanti da leggere) che ti conferma la sua stima!
    A presto e un grazie speciale a thesunmother che ti ha ospitato!;)

    • Ciao, la logica del blog di famiglia è l’aspetto centrale del mio pensiero, credo che anche le istituzioni che hanno la facoltà e le intenzioni di aiutare le mamme, dovrebbero considerare la famiglia come unità di misura dell’intervento, altrimenti non credo se ne esca! Comunque grazie, davvero!

  3. Che bello leggere l’opinione di un padre!
    Io voto senza dubbio per il Papà, anche se in tutta onestà non disdegnerei neanche un Mammo!!!

  4. Beh, manca la voce di un papà in questi commenti.
    Ed ecco la mia: papà felice di non essere un mammo, come spesso ho scritto sul mio blog labirintipedagogici.blogspot.com

    non siamo soli!

    • Ciao Alessandro!
      Grazie di essere passato!
      Ho curiosato sul tuo blog, è davvero interessante il punto di vistadi un educatore sulla genitorialitá, tornerò presto a trovarti.
      Ed è bellissimo sapere che non siete soli! Diffondete il verbo ! 😉

  5. mamma o papa’ x un figlio che ha bisogno di attenzioni tutti i giorni non vede la differenza li vuole tutti e due, e li adora tutti e due in modo speciale, interagendo con la mamma o il papa’ o tutti e due in un affetto cosi profondo che i genitori possono dare……e qui nasce il problema….quanto sono speciali questi genitori…quanto si amano…quanto sono sereni…e responsabili dell’affetto che possono trasmettere al LORO bimbo…secondo me e’ qui il segreto….che puo far felice (con tutte le possibili difficolta della vita quotidiana) una famiglia, rispetto…affetto…fiducia(lo so sembrano paroloni) ma ne abbiamo un disperato bisogno, e io come papa’ vivo la mia realta’ facendo anche sbagli, vivendo con le mie esigenze rispettando quelle di mia moglie cercando di essere piu coerente possibile con i nostri figli x crescere e invecchiare con loro….chissa! almeno ci provero’. Enrico

    • Ciao Enrico, tutti noi ci proviamo, non esiste la ricetta perfetta, ma hai perfettamente ragione, rispetto, fiducia, affetto, io aggiungo anche amore, sono importanti come esempio per i figli, già questo può fare la differenza.

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