L’ego della collettività e #3cosebelle nonostante tutto

Questa è stata una settimana difficile.

Tu hai avuto di nuovo la febbre a 40, la sesta malattia (forse/chi può dirlo?/di sicuro non la tua pediatra) ed è spuntato il 13esimo, cattivissimo, dentino.
Ne mancano solo 7 alla fine di questa agonia (tua e nostra), che è iniziata quando avevi 5 mesi.
Ogni dentino 2 settimane di sonno perso, tragedia, pessimismo e fastidio. Che se venissero fuori tutti insieme farebbero un gran favore a tutti, vicini di casa compresi.

Il lavoro: trascurato, cumulato, fatto a singhiozzi e di fretta.
Accompagnato da un senso di sconfitta perchè non riesco a conciliare un bel niente.

Parallelamente i risultati delle elezioni, che mi hanno lasciato un forte amaro in bocca.
L’amaro di scoprire che, nel paese in cui io e tuo padre ti abbiamo fatto nascere e abbiamo deciso di farti vivere, la politica continua ad essere fatta di slogan, di propaganda, di urla, insulti, latrocini e loschi interessi.
E che gli elettori, molti dei quali derisi, tartassati e disperati, abbiano deciso di scegliere ancora tutto questo, con o senza coscienza di farlo.
Che la dignità delle persone, delle donne, dei bambini, degli anziani e dei lavoratori non sia un valore da condividere e difendere all’interno di un partito. Tantomeno i diritti e le necessità delle minoranze (ma ormai, anche delle maggioranze, checchè vogliano illudersi che non sia così).

Sono preoccupata per il tuo futuro, per il nostro e per quello dei nostri cari.
Perché il futuro che ci aspetta non è certo, non è prospero, non è roseo.
Non è nulla di quello che vorrei per te.

E non solo perché probabilmente torneremo a votare senza che si capisca che il sano compromesso ed il buon senso (civico) sono necessari per governare uno stato e per curare, almeno in parte, il tumore aggressivo che ha colpito il nostro.
Ma soprattutto perché ai margini dei risultati di queste elezioni ristagna la spaccatura interna del nostro paese, in cui le persone hanno un ego fortissimo e prevaricante e non sanno andare d’accordo per il bene comune.
Perchè è questo quello che conta, no? Il bene comune.
Non il tuo o il mio o quello del vicino. Ma il bene di questa collettività a cui apparteniamo, perchè siamo tutti sulla stessa barca e dobbiamo stringerci e sostenerci per non affondare, come farebbe una coppia di innamorati in crisi, e non spintonarci e insultarci a vicenda per prendere il timone, o, ancora peggio, per andare alla deriva mentre siamo impegnati a litigarci addosso.

Sarebbe troppo sperare in un sano ego della collettività sul modello giapponese?
Mettersi seduti, tutti insieme, per fare almeno quelle poche leggi che servono davvero alla nazione (legge elettorale, conflitto di interessi, ridimensionamento dei costi della politica)?

Fare tutti, nel nostro piccolo, del nostro meglio?
Perchè c’è ancora molto da fare e ognuno di noi ha il dovere civico e morale di impegnarsi per fare di più, ogni giorno.
Io lo farò, per darti il buon esempio e farti capire come il singolo fa la differenza, ma che l’obiettivo deve essere comune.
E lo farò perché ci credo ancora.

Nonostante l’umore sotto le scarpe, questa settimana ha portato con sè anche #3cosebelle (credits to @Fraintesa), che mi hanno fatto sorridere quando non me l’aspettavo:

  • chiacchierare in pimpilese con mio figlio, scoprendo che quello che dice inizia ad avere un senso e sentire un tuffo al cuore per l’emozione 😀
  • pianificare un incontro con affinità elettive presso il #bidonedellamicizia e ridere sotto le coperte leggendo i nostri scambi di email adolescenziali e leggeri
  • aver trovato nella posta il regalo di Iwona e di suo figlio Fede: GRAZIE, è stata una bellissima coccola e mi hafatto davvero bene al cuore!

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14 thoughts on “L’ego della collettività e #3cosebelle nonostante tutto

  1. Prima di chiudere tutto e incrociare le dita per questa nuova notte col nano ti mando un abbraccio (poco) virtuale!
    Perchè diventare madri ci fa sentire più forte la responsabilità e i timori per il futuro dei nostri cuccioli ma è bellissimo leggere chi, come te, non si fa sommergere dai timori ma riesce a riconoscere le cose belle! Perchè è quello che insegnerai a tuo figlio: a riconoscere la bellezza intorno a lui, anche nelle difficoltà! E questo è un dono prezioso!

  2. Questa lettera a un bambino già nato esprime tutte le ansie e paure di cui soffro anch’io..cerco di insegnare ai miei figli di guardare sempre il lato positivo, di non abbattersi mai..ma a volte mi rendo conto che è molto più dura essere ottimisti. Un bacione carissima e grazie 🙂

    • Quanto è vero! Per trovare il lato positivo delle cose ci vuole una grande forza, è molto più che ottimismo.
      Spero anche io che mio figlio impari a reagire con un sorriso quando le cose non vanno bene, e che provi a reagire cambiandole in meglio!
      Sono i nostri figli la nostra speranza, ma noi dobbiamo educarli e dargli gli strumenti per cambiare le cose.
      Ciao Iwona, ancora grazie a te!

  3. Pingback: Humpty Dumpty in padella sedeva… |

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