Come sopravvivere alle vacanze al mare col bebè

Dopo due [faticosissime] settimane di vacanze al mare con un bimbo di pochi mesi, sento la necessità di condividere la mia personalissima esperienza estrema, con la speranza di dare qualche consiglio alle mamme novelle, sprovvedute ed ottimiste come me e di riceverne dalle mamme più esperte e smart [Please, help me].

La cosa più importante che c’è da sapere, e che nessuno ha avuto il coraggio di dirmi prima che io mi illudessi di fare semplicemente delle vacanze al mare, è la seguente:

Non si tratta di vere vacanze.

Il concetto di vacanza così come l’avete conosciuto sinora, edulcorato dai vostri ricordi giovanili più belli e dalla sensazione di sfrenata libertà non è applicabile alla combinazione: mamma (senza papà) + neonato + mare.
[Ho il sospetto che quel concetto di vacanza non esisterà più per molti anni, forse per sempre. Argh.]

Quindi, non siete in vacanza, fatevene una ragione.
Alcune cose non potrete farle, altre potrete farle ancora [molte meno].

Cosa non potete fare

Prendere il sole uniformemente su tutto il corpo.
Del resto, non vi sdraierete mai.

Leggere il classico libro mattone che si ha il coraggio e la voglia di leggere solo d’estate sotto l’ombrellone.
Ma anche leggere in generale: l’irresistibile carta attirerà le intenzioni distruttive di vostro figlio come un cestino da pic-nic la golosità dell’orso Yoghi.

Fare una lunga, media o breve nuotata.
Vi bagnerete al massimo sino ai fianchi, sui quali sosterrete il peso di un koala umano in preda ad una sfrenata eccitazione alla vista dell’acqua.

Chiaccherare.
Non appena ci proverete, sarete interrotte continuamente da sciorinamenti monosillabi, pizzicotti e urletti dell’esserino che richiede la vostra attenzione solo per sè. Se gliela concederete l’esserino vi snobberà preferendo il tubetto della crema solare, per poi richiedervi a gran voce appena ricomincerete a chiaccherare.
Farete quindi discorsi molto brevi con le vostre amiche, sperimentando le infinite possibilità della mimica facciale e ricorrendo, talvolta con successo, alla telepatia.

Ascoltare musica in cuffia.
Vi verrebbero strappate via anche le orecchie pur di assaggiare l’appetitoso auricolare. Potere portare una radiolina, tanto sarete certamente scariche di pesi (ah. ah. ah.)

Rilassarvi.
Nessuna distrazione è concessa.
Ogni attimo di relax significherebbe il ciucciamento/rosicchiamento di una o più delle seguenti: sabbia, palline pelose di alghe, mozziconi di sigarette (lasciati da gente incivile), invitanti conchiglie con o senza paguro, ignare formiche di passaggio, crema solare, occhiali da sole, pietre di diversa dimensione, ruote del passeggino. Eccetera.

Cosa potete fare

Godere della tranquillità del mare mattutino.
Quando il pediatra vi ha detto che ai bambini fa bene il mare, intendeva l’aria del mare, non il sole o l’abbronzatura. I bimbi così piccoli non si abbronzano e odiano stare al sole, perché patiscono il caldo molto più di noi e sono soggetti ai colpi di calore.
L’ideale per loro sono un paio d’ore al mattino e un paio la sera, evitando le ore più calde della giornata. Noi andiamo al mare dalle 7 circa alle 9 e qualche volta dalle 17.30 alle 18.30.
Soprattutto al mattino presto, il mare è meraviglioso. Potrete godere della tranquillità, della luce e dei profumi della spiaggia che si sveglia. Insieme agli invadenti pensionati insonni e mattinieri di tutto il circondario.

Passeggiare sul bagnasciuga.
Tenere un bimbo seduto o sdraiato su un asciugamano è pressochè impossibile. Quindi proteggetelo con una crema solare ad alta protezione, cappellino e maglietta, poi portatelo [in braccio, obviously] sul bagnasciuga, che di solito è fresco e ventilato, a fare quattro passi, bagnandogli ogni tanto i piedini, se ve lo consente.

Sedervi all’ombra di un bar e bere qualcosa di fresco.
Per farlo stare tranquillo in quel momento fatevi dare dal barista un fazzolettino o un bicchiere di plastica. Funziona. Per poco, non è rilassante, ma fa caldo e voi dovrete pur bere.

Fare amicizia con i pensionati più discreti del circondario.
Una mano puó sempre servire, fosse anche solo tenerlo in braccio qualche minuto, mentre voi vi caricate le zavorre per il viaggio di ritorno.

Cantare le vostre canzoni preferite.
Se siete stonate come me, magari a bassa voce. Ai bimbi piace sentire cantare e non è detto che dobbiate cantare sempre le sue filastrocche. Pimpi apprezza un sottofondo musicale e a me fa ricordare che prima che nascesse coltivavo altri interessi. In questo periodo stiamo rispolverando il repertorio dei Cure :D.

Invitare gli amici a venire con voi al mare.
E appena si distraggono mollare loro il pupo per una luuunga nuotata liberatoria!
[Allora, chi viene in spiaggia con me??]

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