Ninna Nanna, Fiore mio

Dopo una sola settimana di nido dopo l’ultimo malanno, il povero Pimpi ha di nuovo la febbre.
Si prospetta un lungo e virulento inverno.

Quando ha la febbre alta piange molto spesso, forse sente i brividi, forse ha mal di ossa, forse è solo spaventato perchè non si sente bene e non capisce cosa sta succedendo. Di giorno vorrebbe giocare continuamente come quando è in forma, solo che è troppo debole, si stanca subito o cade più spesso, quindi si innervosisce e finisce per piangere ancora di più.
Allora, per intrattenerlo e tranquillizzarlo allo stesso tempo, in modo che risparmi le energie e si riposi anche di giorno, quando è sveglio e non riesce a dormire, oltre a tenerlo più spesso in braccio e coccolarlo, facciamo con lui giochi tranquilli, leggiamo tanti libricini, che lui adora, gli raccontiamo delle storie accarezzandogli la fronte costantemente bollente, rotoliamo sul letto abbracciandoci e dandoci bacini (è così che mi ha contagiato 🙂 ).
E canticchiamo. Io canticchio De Andrè, per esempio, ma soprattutto canticchio nenie, filastrocche e ninna nanne, che lo tranquillizzano sempre e può canticchiarle (per alcuni micro pezzetti) anche lui insieme a me.

Stanotte è stata una nottataccia, verso le 3 è salita di nuovo la febbre alta e il povero Gino non riusciva a riaddormentarsi, così ho sfoderato il mio repertorio di ninna nanne, finendolo tutto in fretta.
E ad un certo punto mi sono venute in mente, ripescate dai meandri più reconditi e dimenticati della memoria, alcune ninna nanne in sardo tra cui una di Marisa Sannia, che non ricordavo quasi più: Ninna nanna a cantare. Penso che me la cantasse mia madre, ma non sono sicura di chi sia la voce dolce che sento cantare nei miei ricordi.
Cliccando sul titolo potete ascoltare un pezzo, qui sotto invece vi riporto testo e traduzione (fatti da me, spero corretti).

Ninna nanna a cantare (Ninna nanna da cantare)

Ninna nanna a cantare
a cantare a Flore mio
cando Olaccio e Issiria
ten’essere due zitades
cando sos caldas estates
cando sos caldas estates
su nie d’è falare altu
candu d’ogni erba in su saltu
in trigu si deve ‘oltare
e ‘ndene bennere a messare
sas fatas cun falches de oro
sas fatas cun falches de oro
cando dae custu coro
s’affettu s’innada andare
s’affettu chi tenia
A ninnananna ninnare
A ninnananna aninnia.

Ninna nanna da cantare,
da cantare al Fiore mio,
quando Olaccio e Issiria
diventeranno due città,
quando nelle calde estati
la neve scenderà dall’alto,
quando ogni erba nella campagna
in grano potrà cambiare
e dovranno venire a messare
le fate con falci d’oro,
quando da questo cuore
l’amore potrà scappare
l’amore che ho avuto per te.
A ninnananna ninnare
A ninnananna aninnia.

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