Welcome back to work!

Ecco, iniziamo bene!
Apro finalmente il blog e non posto nulla per due settimane, braaaaava!!
Uhmm beh, io però l’avevo detto che era un diario incostante.
E poi ho una valida giustificazione:

due settimane fa sono rientrata al lavoro. Argh.

Dopo 7 mesi di lontananza dalle dinamiche lavorative, dove il rispetto di una scadenza coincideva col porgere la tetta o il biberon nell’istante in cui Pimpi apriva le sue fameliche fauci, dove il brainstorming più intenso a cui ho partecipato aveva come oggetto la scelta della tettarella adatta a far passare il latte addensato [vi assicuro, è stata dura, è durato settimane, abbiamo provato chiccoaventmebbytommytippeenukmam numeri 1-2-3-2061 ma alla fine ce l’abbiamo fatta!], dove risolvere un problema solitamente implicava cambiare un pannolino schivando le parabole di pipì di un bimbo che pensa di essere il putto di una fontana, pensavo che sarebbe stata durissima.
Invece, è andata benone!

IL-PRIMO-GIORNO 😯

Il secondo giorno, finito di salutare tutti i colleghi, di far vedere le foto di Pimpi e di farmi raccontare tutti i pettegolezzi dell’open space (che peraltro già conoscevo grazie a Radio Open Space), ho ricominciato lì dove avevo interrotto.

ZOT!

In un attimo sono ripiombata nel mondo delle offerte da preparare, dei clienti da chiamare, delle attività da pianificare e delle scadenze [scadute] da rispettare.
Ero così immersa che mi sono anche dimenticata di avere un figlio, di averlo portato nella pancia per quasi 9 mesi e di averlo messo al mondo.

Finchè non ho ricevuto un messaggio di mia madre [n.b. quasi 70 anni], il seguente:

“Ciao, Pimpi si è addormentato alle 8.47 dopo aver fatto la cacca al profumo di kebab”.

Uh. Già. Ho un figlio! E oltre ad essere adorabile, fa la cacca al profumo di kebab.
Sono proprio fortunata :mrgreen: