Sviluppo del Linguaggio #2

  • Nome: Àpopo
  • Luogo di nascita: Nano (Milano)
  • Età: Dudo [ma qualche volta Tette, ha smania di crescere :)]
  • Cibo preferito: Pe-ppe (Pesce), Pillil-hi (Piselli), P-ciutto (Prosciutto), Paaschta (Pasta); in generale ami il Tetonto (Secondo Piatto)
  • Animali domestici: Pippi (Mrs Ipi) e Pippa/Icca (Mister Lisca), sono due Mèh (Gatti)
  • Ami giocare con: Tinìni (Chiodini), Lalla (Palla), Tai (Chiavi), Mimbi (Bimbi)
  • Libricini preferiti: Peppa (Peppa Pig), Giulglio (Giulio Coniglio), Bruum (La Macchina del Capo), Pem Pem (Singing Ya-Ya)
  • Cartoni animati preferiti: Pollò-lo (Pororo il Pinguino), Sci-scì (Shaun the Sheep), Peppa
  • Quando ricevi qualcosa dici sempre: Atzie (Grazie)
  • Di chi è questo (oggetto qualsiasi in mano ad altri): Mii, Mii (Mio, Mio)
  • Quanto bene vuoi alla mamma? (non parla)
  • Quanto bene vuoi al papà? (silenzio)
  • Ehm, vabbè. Quanto ti manca alla pensione? Taaaaaan! (Tanto)

         [Maledettamente ironico già da piccolo. Aiuto! :D]

Every step you take (with Benzina Ogoshi)

Un momento prima è lí che gattona sicuro e coordinato come un piccolo robottino. Che a vederlo pensi che non camminerà mai, data l’efficienza e la velocità dei movimenti, da fare invidia ad un centometrista (a quattro zampe).
Un momento dopo si alza in piedi da solo e inizia a camminare appoggiandosi a cose e persone, continuando però a preferire il gattonamento per i percorsi più lunghi o tortuosi.

E un millisecondo dopo, ZOT!

L’evoluzione.

Stringendo il telefono del Papà, dal quale ascolta i Subsonica, inizia a ballare, flettendo le ginocchia e dondolando il culone, agitando entrambe le braccia.

Si stacca dal divano, continuando a ballare e a dimenare le braccia.
Vede il Papà a qualche metro da lui, con le braccia aperte [vieni, vieni..], riflette un attimo, aspetta il ritornello [non siete riusciti a bissare/microchip emozionale!!!!!] e VIA!!

Un passo dietro l’altro, un po’ traballante come Forrest Gump bambino, quando cammina claudicante con i tutori, e con le braccia alzate, raggiunge il Papà!

Momento di pura commozione. E gioia. E orgoglio. E stupore.

Insomma, ancora non mi capacito. Solo ieri era l’equivalente di un’ameba cigliata che si spostava strisciando, oggi è lì in posizione eretta, fiero e sorridente, che cammina.
Che balla! Che cammina!

E ora, chi lo ferma piú? 😉

Songs: Every breath you take (The Police)
Benzina Ogoshi (Subsonica)

It’s evolution, baby!

Ultimamente le matasse che sbroglio per mestiere hanno preso possesso di me, del mio tempo e delle mie (poche) energie residue [al netto di quelle investite nella gestione degli ennemila risvegli notturni di Pimpi]. Così, nonostante lui abbia compiuto un anno ormai da più di 2 settimane, non ho ancora avuto un attimo per scrivere dei mirabolanti progressi di questo Signorino così simpatico, ironico, cocciuto, coccolone e insonne che ormai da un anno ci ha resi famiglia.

Prima di tutto, notizia del secolo, ha finalmente imparato a battere le mani!
Il suo amichetto di nursery batteva le mani già a 5 mesi, forse anche prima, forse anche alla nascita, ma lui zero, neanche ci provava. Anzi, appena qualcuno intonava “battimanine che viene papà“, si voltava dall’altra parte indignato con l’espressione di chi non si abbasserebbe mai a far tanto. Ma de che, aó?
Molto meglio ciucciare forsennatamente esseri viventi e cose, prendere a morsi in testa Lisca (il gatto maschio) per sputacchiarne il pelo, scovare con le dita a pinza ciuffetti di polvere dagli angoli più reconditi della casa e [ovviamente] mangiarli, gattonare velocissimo sino alle ciotole dei mici per sgranocchiare con gusto i croccantini e infilare le braccia sino al gomito nella loro acqua, oppure, all’apice del suo personalissmo sviluppo psicomotorio, battere ogni record di triplo avvitamento e messa in piedi sul fasciatoio, ovviamente nel preciso istante in cui slacciamo il pannolino pieno zeppo di liquidissime feci.
Media palette della giuria: 10. Fans: in delirio.

Ora invece batte le mani! Quando sente la musica di qualsiasi tipo, comprese le campane della chiesa, quando canticchiamo e quando è felice! 🙂

Quest’estate, appena rientrati a casa dalle vacanze, aveva iniziato a gattonare per inseguire Lisca e Ipi e in poco tempo ha imparato a gattonare benissimo e a mettersi in piedi da solo, appoggiandosi con una o due mani ai divani, ai mobili o alle nostre gambe. Ogni tanto cammina da solo per due o tre passi, ma il più delle volte cammina in completa aderenza a muri e divani come spiderman, oppure tenendo una mano.

Fra le sue attività preferite inoltre:
– fare i versi degli animali, a modo suo: il cane fa Uh! Uh! Uh!, il cavallo fa tlac tlac e il dinosauro fa Aaaahahahahahahmmm, con annessa stretta di fauci e impronta dentaria sulla carne altrui;
– giocare con il libro dei versi degli animali della fattoria, il particolare fare “il richiamo del pecorone” con il Papà;
– fare piccoli scherzetti per farci ridere, come nascondersi dietro qualcosa e spuntare fuori all’improvviso dicendo Cucù o scappare via divertito se facciamo finta di inseguirlo (“aspetta a me aspetta a me aspetta a me“);
– mandare bacetti 🙂 🙂 🙂
– telefonare con il telefono giocattolo, ma anche con: pila, tappini di latta, palline di legno, telecomandi, scatole di scartone e all'occorrenza scarpine, urlando parole incomprensibili e ridacchiando tra sè e sè;
– aspettare pazientemente che qualche ingenuo costruisca per lui una piramide di scatole, per poi immedesimarsi in Godzilla e scaraventarle tutte giù facendo Aaaahahahahahahmmm!! [uguale al feroce dinosauro];
– rotolare nel lettone mentre gli facciamo il solletico (“Gattu Marrau, Gattu Marrau, Gattu Marrau, Marrau, Marrau!“) e gli diamo i morsetti sulle cosciotte cicciotte.
– battere con il martelletto giocattolo da me ribattezzato naif super (avete presente il libro? ecco, mio figlio è il protagonista da piccolo) su quattro povere palline di legno;
– giocare con ogni tipo di chiave, cercando di infilarla pericolosamente in ogni tipo di buco;
– camminare da solo appoggiato alla sua nuova macchinina (regalo adorato dei padrini) 🙂

Infine, con nostro grande stupore, ha iniziato a parlottare il pimpilese, una lingua sconosciuta di ceppo arabo-giapponese e fatta di bisillabi,in cui la parola cacca spunta sempre fuori, in un modo o nell’altro 🙂

Song: Do the Evolution (Pearl Jam)

9 (nove)

Ci sono certi momenti in cui ti guardo e non riesco a credere che tu, solo 9 mesi fa, stessi acciambellato nella mia pancia in attesa (non tanto paziente) della presentazione ufficiale al mondo.
Che quelle gambine cicciotte, quegli occhi vispi e curiosi, quei piedini irrequieti siano una parte di me.
Che quel ciuffo di riccioli e quei dentini attentatori del mio sonno fossero dentro di me e dentro tuo padre. Da sempre. Forse da prima ancora che noi ci conoscessimo.

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Ora i dentini sono cinque, ci chiami ‘mamm-mma’ e ‘pà-pà’, capisci tutto quello che diciamo e ti comporti di conseguenza.

Sei indipendente e volitivo, sulle prime diffidente e poi socievole e curioso. Rispondi ai sorrisi con un sorriso, sempre.

Sai bere da solo dal tuo biberon, che tappi e stappi ormai a piacimento. Mangi da solo i pezzetti di verdura, di pane e di biscotti.

Gattoni poco e all’indietro, ma se sostenuto muovi i tuoi primi passi con lo sguardo fiero di chi sta conquistando il mondo intero.

Nuoti. Ma davvero: nuoti a rana, a delfino, a cagnolino e vai anche sott’acqua senza bere e senza paura, con gli occhi ben aperti, per sfidare l’acqua. Perchè sei senza paura.

E poi ridi, di una risata innocente e disarmante, che riempie il cuore e ci contagia.

Nove mesi di Vita.
Di sentimenti, di cambiamenti, di gioie e anche di difficoltà, di dubbi, insicurezze.
Nove mesi di te, di me, di papà, di noi.

Gino Stagno rules

Oggi Pimpi compie 6 mesi.

Dico, 6 mesi. Mezzo anno.

Durante il calvario dell’allattamento misto, iniziato praticamente alla nascita, una mia amica mi disse: “con i bimbi le giornate sembrano interminabili, ma le settimane volano”. Verissimo.

Mi sembra incredibile che siano passati 6 mesi, eppure eccolo lì.

Se la felicità si potesse pesare, la mia si aggirerebbe al momento intorno ai 9 chiletti, per 68 cm. Una massiccia felicità. 😀

Tra gli amici che l’hanno preso in braccio in questi mesi l’aggettivo più ricorrente per descriverlo è “stagno”, ovviamente non riferito al fatto che è a perfetta tenuta d’acqua o altro liquido (riesce sempre a far fuoriuscire la pipì di lato e su per la schiena..), ma al fatto che ha un peso specifico pari a quello del tungsteno e tenerlo in braccio è come tenere in braccio un sacco di patate di peso equivalente.

Un’amica milanese l’ha definito poi, oltre che stagno, un “Gino”. Dare del Gino a qualcuno a Milano, mi dicono, è come dargli dell’imbranato, del rimbambito. Ma in una qualche forma affettuosa, penso. Vabbè, comunque noialtri siamo abituati a ben altri epiteti (vedi qui) e ci faceva ridere, così “Gino Stagno” è diventato uno dei numerosi soprannomi del fagotto, il più in auge in questo periodo.

Gino sa fare un sacco di cosine ormai!

  • sta seduto da solo per qualche secondo, ma solo se piegato a panino, con ripieno di quattro strati di panza
  • afferra gli oggetti e le persone che ha intorno, con l’unico obiettivo di cannibalizzarli
  • sorride a tutti, ride forte e sghignazza tra sé e sé o dietro il ciuccio
  • allunga le braccia per essere preso in braccio e quando lo faccio, mi abbraccia il collo e mi morde/lecca la guancia 😀
  • risponde agli sguardi complici con uno sguardo complice
  • sgrida il papà quando rientra tardi, raccontandogli la sua giornata con un linguaggio monovocale (ma solo A, E, O) e tono incazzato
  • inizia ad addormentarsi da solo con il suo coniglio di peluche o con la pezzuolina olandese troppo trendy (questa qui)
  • mangia la pappa a pranzo e a cena
  • parlotta e ridacchia con MrLisca e MrsIpi
  • fa una tossetta da finto tisico per attirare la nostra attenzione
  • sevizia il pappagallino di gomma ereditato dal papà con il suo primo dentino, spuntato 1 settimana fa! 😯

Ma soprattutto, dopo mesi di duro esercizio e spirito di abnegazione, ha ormai messo a punto un’arma invincibile contro i suoi genitori: lo sguardo da gatto con gli stivali di Shrek con battito di ciglia annesso. Diabolicamente irresistibile.

Sua Stagnità ci ha in pugno.