Beach organizer

L’organizzazione di un paio d’ore in spiaggia con un neonato è cosa ardua.

È noto infatti che i bambini alla nascita abbiano già a loro carico una [considerevole] quota di debito pubblico e una valigia di oggetti utili e non per la cura, l’alimentazione ed il gioco, che si moltiplicano in modo esponenziale e terrificante ad ogni visita di amici e parenti.

Per raggiungere la spiaggia percorro a piedi circa 750 m, da sola, senza aiuto alcuno. Cosí, dato che non possiedo il gonnellino di Eta Beta, giorno dopo giorno ho ridotto sempre di più l’elenco dello stretto necessario, ottimizzando spazi e pesi, e da cammello afghano sono diventata un semplice asinello sardo.

La prima ottimizzazione ha interessato il passeggino.

Avevamo il passeggino del trio dell’Inglesina Zippy Free, ma aveva tre svantaggi:
– Peso: circa 12 kg (+11 di Pimpi: troppo!)
– Dimensioni: più stretto di un normale passeggino, il fagotto restava incastrato a pressione già dai 6 mesi (del resto, lui è Gino Stagno)
– Imbottitura: talmente imbottito e avvolgente che Pimpi faceva la sauna anche dopo soli 5 minuti.
Abbiamo quindi optato per un passeggino ultraleggero, reclinabile in 4 posizioni, ampio e pratico (Maclaren Quest).
Per risolvere il problema sole durante il tragitto casa-mare ho provato un ombrellino universale per passeggini, per scoprire subito la sua universale inutilità.
Ho risolto egregiamente con un vecchio pareo e delle mollette da bucato (abbinate, ovviamente!).

La seconda ottimizzazione è stata fatta sulla borsa e sul suo contenuto.

Ho scelto di portare con me una sola grande borsa, che contenesse sia le mie [poche] cose che le sue, con due grandi manici che mi permettessero di appenderla al passeggino.

Ecco la configurazione passeggino+borsa:

Ed ecco qui l’elenco definitivo delle cose secondo me necessarie e sufficienti:

– 1 asciugamano da mare di medie dimensioni (1 piazza e mezza), per sederci entrambi ed imbarcare meno sabbia possibile
– 1 asciugamano per asciugarlo dopo il bagnetto (questo qui)
– 1 borsina per il cambio (2 Pannolini, 1 body o 1 maglietta, salviette, crema)
– Crema protettiva con elevato fattore di protezione (50+, ho scelto quella della Bionike, io gliela spalmo a casa x evitare di impanarlo in spiaggia, dove gliela rimetto dopo il bagnetto)
– L’immancabile ciuccio
– Cappellino per lui
– Biberon d’acqua per lui e bottiglietta d’acqua per me
– 2 giochini attaccati al passeggino e 1 di riserva nella borsa
– Occhiali da sole miei e suoi (da rosicchiare nel tragitto)
– Telefonino

Quando voglio esagerare porto anche 1 mini ombrellone sotto al quale fare la nanna o giocare, ma se si sta in spiaggia sole due ore e non fa caldissimo, è sufficiente mettere il passeggino di traverso, con il pareo contro sole: fa la stessa ombra e risparmio un oggetto ingombrante. Per non parlare del fatto che non sono assolutamente in grado di piantare un ombrellone e rompo sempre la punta!

Dimentico qualcosa?
[a parte una scacciacani per le pensionate invadenti, intendo… 🙂 ]

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Cattive compagnie

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Esterno giorno. Spiaggia, ore 7 del mattino. Madre assonnata con figlio ipercinetico e insonne cerca invano un po’ di relax.

Signora urlante n.1: “CHE CARINOOO! DORME???!!! PICCOLINOOO!!!! DORMI??!!”
[Cazzo, sì, dormIVA.]

Perfetto sconosciuto: “Signorina, vuole fare un bel bagno rinfrescante, con questo caldo…vada, vada pure, glielo tengo io il bambino”
“Ehmm..No grazie, è gentile, ma tra un po’ torniamo a casa”
“Non si fida? Eh! Ha ragione, potrei portarglielo via, è cosí carino!”
[Ecco, appunto.]

Signora urlante 1: “OH, CIAOOO BELLO!!! Ti piacciono gli schizzetti d’acqua? Eh? Eh? Schizz Schizz Ciaff Ciaff !! Ti piacciono vero??!! E sì che ti piacciono!!! Schizz Schizz Ciaff!! Ariciaff!! ”
“…”
“E sì che ti piacciono!!! Superschizz!!! Supercia…”
“BUAAAAAAHHHH!!!!”
[Ecco, no, non gli piacciono.]

Signora urlante 2: “Vieni in braccio?! E sì, lo so! Vuoi venire in braccio! Dài, vieni in braccio!”
[Si aggrappa al mio braccio, gira la testa, la guarda torvo. Cerca nella borsa del mare una collana di teste d’aglio e un crocifisso.]
“Daaaaai, vieni in braccio!
“Ehmm..forse oggi non vuole venire”[Come sempre, d’altronde]
“Ma sì che vuole venire, vede come ride? Eh?! Ridi, vero??
[Non sta ridendo, è sull’orlo di una crisi di pianto. Me lo strappa di braccio.]
“Ecco qui! Sei contento di essere in braccio alla zia?? Eh??!
“BUAAAAAAHHHH!!!!”
[Ecco, No, non è contento. E non sei sua zia.]

Signora urlante 2: “Vuoi fare il bagnetto? Eh?! Eh??! Facciamo il bagnetto con la zia? Dài, vieni!”
[Me lo strappa di braccio e in 1 nanosecondo lo infila in acqua sino alla pancia. Sono le 7.30 del mattino, l’acqua è fredda. Non piange, ma la guarda malissimo e si lamenta della supposta parentela, cercando di divincolarsi e raggiungere la mia mano]
“Ecco, vede come nuota?!”
“mhmmm…SGRUNT!”
“Forse è un po’ stanco, lo porto fuori dall’acqua”
“Ma come, non vede come si diverte?!! Eh?! Ti diverti, vero??
“….BUAAAAAAHHHH!!!!”
[No, non si diverte.]

Salvateci.

[ogni riferimento a fatti o persone realmente esistenti NON è puramente casuale.]